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Città

In via Goito 16 si trova l’imponente palazzo Bocchi, realizzato dagli architetti Vignola e Sebastiano Serlio fra il 1545 e il 1565. Il palazzo fu voluto da Achille Bocchi, una delle maggiori figure della vita culturale cittadina della prima metà del Cinquecento. Letterato dello Studio bolognese e mecenate, ebbe contatti con filosofi e umanisti, fondò l’Accademia letteraria Ermatena (di cui il palazzo fu sede) e nutrì profondi interessi per i testi ebraici. Il palazzo fu sua residenza e centro dell’attività culturale da lui stesso promossa.

Sul fregio superiore del massiccio zoccolo in bugnato, Bocchi fece apporre un’iscrizione in latino e una in ebraico ad affermare – pochi anni prima dell’istituzione del ghetto – la forte influenza che a entrambe le culture era riconosciuta nella vita culturale della Bologna del rinascimento.

A sinistra del portone d’ingresso, la scritta ebraica riporta un versetto tratto dal Salmo 120: “O Signore salva la mia persona dalle labbra menzognere, dalla lingua ingannatrice”.


Incluso nell’itinerario ebraico a cura del MEB