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Città

La nascita della Comunità
Il nucleo ebraico nella zona di Pisa è probabilmente il più antico della Toscana: la prima testimonianza (il riferimento ad una proprietà) risale all’anno 850. In forma stabile, il gruppo si costituì nei secoli successivi su diverse ondate migratorie. Alla fine del Cinquecento, in particolare, se a Firenze e Siena i Medici avevano istituito il ghetto, a Livorno e a Pisa avevano espressamente invitato gli ebrei espulsi dalla penisola iberica, garantendo loro libertà e tutele al fine di promuovere lo sviluppo mercantile dei propri territori marittimi. Gli ebrei levantini, dediti al commercio e alle manifatture, divennero maggioranza. Negli stessi anni, dopo secoli di esercizio, veniva invece proibita l’attività feneratizia. Le vicende economiche della città portarono più tardi la comunità a concentrarsi soprattutto a Livorno; nel corso del Seicento, a Pisa, il gruppo si ridusse a meno di trecento persone, mostrando una ripresa soltanto a inizio Ottocento, quando raggiunse le seicento unità. Nei secoli, la Comunità ha sempre contribuito attivamente e a vario titolo alla vita cittadina.

La sinagoga
La sinagoga di Pisa è documentata nello stesso edificio sin dalla fine del Cinquecento. Inizialmente in affitto, il complesso fu acquistato nel 1647 e ristrutturato una prima volta nel 1785. Negli anni 1861-65 fu nuovamente rimaneggiato su progetto dell’architetto Marco Treves, ebreo vercellese all’epoca attivo in Toscana, autore d’importanti opere per la committenza ebraica. Fu ridisegnata la facciata, semplice e di forme classicheggianti. L’aula sinagogale, situata al primo piano, fu rialzata e furono aggiunti il secondo ordine di finestre e la grande volta a padiglione ornata da sobrie decorazioni neoclassiche. Gli arredi furono ridisposti secondo un nuovo schema diffuso all’epoca dell’emancipazione, ispirato alle chiese cattoliche. La tevah, cinta da una balaustra semicircolare in noce, fu infatti addossata all’area dell’aron ha-qodesh, creando un punto focale unico simile al presbiterio delle chiese. Lo spazio centrale fu interamente occupato dai banchi per il pubblico, ordinati in due settori di file parallele rivolte verso l’aron. Sul fronte opposto, sopra all’ingresso, affaccia la loggia del matroneo.


Via Palestro 24

Per informazioni e visite

https://www.coopculture.it/heritage.cfm?id=290

http://www.jewishtuscany.it/

Primo piano senza ascensore