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Sinagoga Tedesca di Ferrara

Oggi utilizzata come “tempio grande” per le solennità più frequentate, ebbe origine nel 1603 come sinagoga di rito tedesco. Dal 1532 la comunità degli ebrei ashkenaziti aveva ottenuto dal Delegato apostolico la patente per aprire un proprio oratorio. Da principio, esso fu insediato in un locale della attuale via Vittoria; successivamente, per disposizione dell’autorità ecclesiastica, dovette essere incluso nella sede della sinagoga italiana. Trenta anni prima (1573), le due Corporazioni avevano già unificato i propri organi amministrativi.

Nel tempo, l’aula è stata oggetto di numerosi rinnovamenti documentati, come ricordano le iscrizioni, nel 1760, 1827, 1859 e 1905. Gli interventi più significativi risalgono al secondo Ottocento quando, sotto la direzione dell’architetto Ippolito Guidetti, la Comunità avviò restauri anche al Tempio Maggiore italiano. Entrambe le sinagoghe vennero riadattate secondo un impianto planimetrico ispirato allo spazio liturgico cattolico, con la tevah davanti all’aron e i banchi per il pubblico allineati in file di panche parallele. Di fronte ai cinque finestroni vennero realizzati riquadri con stucchi raffiguranti arredi e oggetti del Tabernacolo.

L’attuale configurazione è frutto delle ricostruzioni del secondo dopoguerra mondiale, in seguito alle devastazioni nazifasciste. Fu recuperato l’aron originale in legno intagliato di fattura secentesca; non fu possibile restaurare la balaustra in marmo che recintava la tevah, e ne fu ricostruita una simile recuperando elementi di quella appartenuta al Tempio Italiano. Vi furono inoltre riadattati banchi e seggi della sinagoga di Lugo, chiusa dagli anni ’30.


Via Mazzini, 95

Non visitabile per lavori di ripristino conseguenti al terremoto del 2012.