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Città
In uno dei quattro grandi isolati ottenuti dallo sventramento del vecchio ghetto, sorge l’imponente edificio del Tempio Maggiore. Le sue forme monumentali sono simbolo della ritrovata libertà e dell’equiparazione giuridica della comunità ebraica romana, radicata in città da ventidue secoli.

L’edificio fu inaugurato nel 1904 su progetto di Vincenzo Costa e Osvaldo Armanni. La ricerca stilistica dei progettisti portò ad un’architettura eclettica con elementi ispirati allo stile greco, ritenuto vicino alle forme dei maggiori monumenti locali, direttamente influenzato da motivi asiatici, in particolare assiri.

L’edificio ha pianta a croce greca ed è sormontato da una cupola a padiglione ben distinguibile in ogni veduta panoramica della città.

All’interno, lunghe file di banchi sono rivolte verso l’abside poligonale sul fondo della sala, dove un solenne spazio rialzato cinto da una balaustra unisce tevah e aron. Quest’ultimo risalta sul ricco fondale policromo per l’imponente struttura a edicola con colonne bianche in stile assiro, fregi e volute dorate e l’alto timpano che termina con le Tavole della Legge.

Lungo tre lati dell’aula affacciano le balconate dei matronei, sostenute da file di colonne e inquadrate dai quattro grandi pilastri centrali su cui poggia la cupola.

In testa alle navate laterali e in altri spazi interni al complesso sono stati parzialmente ricollocati alcuni dei pregiati arredi marmorei realizzati fra XVI e XVII secolo provenienti dalle Cinque Scole demolite nel 1908.


Largo Stefano Gaj Taché – 00186 Roma

Visita guidata inclusa nel biglietto d’ingresso al Museo Ebraico di Roma.